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Flavia Bevilacqua
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Tratto dal n.19 di VietriNotizie.it
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Giugno 2009
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Vietri Marina, due bambini salvati da un ausiliario al traffico
Hanno rischiato la morte per un cavo elettrico non protetto
Flavia Bevilacqua
La tragedia e' stata scongiurata, ma il ricordo di quel giorno resta con terrore nella mente di Rossella Coscini e Carlo
Sciortino, i genitori di Daniele e Stefano rispettivamente di 5 e 9 anni, che agli inizi di maggio sono stati vittime
di un incidente che poteva rivelarsi fatale.
Daniele e Stefano, in uno dei primi giorni tiepidi di maggio, si erano trattenuti con altri bambini nei giardini adiacenti
al locale di famiglia "Bar Degli Artisti", sito in Vietri Marina. Tra di loro volteggiava e rotolava un pallone
che i bambini si divertivano a calciare. Tutto sembrava tranquillo e l'allegria predominava, poi un calcio sferrato
con più forza lancia il pallone in direzione del mare e si ferma sulla spiaggia antistante, superando il muretto di
separazione. Daniele e' il primo a rincorrerlo, raggiunge una piazzola e sporgendosi verso il basso, per vedere dove
fosse finito, si appoggia ad un palo sul quale, poco visibile, e' legato un cavo elettrico senza alcuna protezione.
Stefano, il fratellino maggiore, sente Daniele piangere e si affretta a raggiungerlo, non comprende il motivo per il
quale il piccolo urlante, resta avvinghiato al palo e tenta di staccarlo ma sente una forza vibrante e dolorosa che lo
lega al braccio del fratello. Il pianto atterrito dei due bambini richiama l'attenzione di Felice D'Orso
(nella foto), ausiliario al traffico, dipendente della societa' dei servizi Vietri Sviluppo.
Felice intuisce subito cosa stia accadendo, fulmineo accorre e con uno strattone deciso stacca i bambini dal palo.
I genitori, poco distanti, basiti dalla velocita' dell'accaduto, li accolgono tremanti tra le braccia.
Condotti in ospedale ad entrambi i piccoli vengono riscontrati i sintomi di un leggero trauma dettato dalla paura,
mentre Daniele presenta alcune scottature ad un braccio ed ad una mano.
Sul posto sono accorsi immediatamente i vigili urbani, i carabinieri e gli operatori dell'Enel, che hanno provveduto
ad applicare tutte le norme di sicurezza inerenti al caso.
Un epilogo confortante per un episodio grave, causato da una inefficienza ingiustificabile.
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Tratto dal n.36 di CavaNotizie.it
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26 Maggio 2009
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Strage di cani a Licurti
E' allarme e caccia all'uomo che dissemina pasti avvelenati. Ha ucciso gia' 13 cani e due volpi.
Una frazione in lacrime per la morte del cane Billy
Flavia Bevilacqua
Il 15 maggio scorso, ai Carabinieri di Cava de' Tirreni, al sindaco Gravagnuolo ed al direttore dell'ASL e' stata
recapitata una denuncia contro ignoti a firma degli abitanti di Licurti, sobborgo collinare della frazione Sant'Arcangelo,
nella quale si denuncia l'assassinio di tredici cani e due volpi. La strage e' avvenuta in un giro di pochi mesi.
Bocconi avvelenati, pare da un anticrittogamico, il Rocol, utilizzato per gli alberi da frutta, sono stati disseminati
lungo le stradine rurali, lanciati in giardini e recinti privati dove vivevano molti delle piccole vittime a quattro zampe.
Questo individuo, sadico, quanto sconosciuto, pare che esegua i suoi crimini con maniacale continuita' e sistematicita'.
Ogni giorno tra la piccola comunita' di Licurti si sono verificate scene di atroci sofferenze di queste bestioline,
assistiti da padroni sbigottiti ed inermi di fronte ad una morte quasi immediata. Alcuni avanzi del cibo avvelenato
sono stati portati da Salvatore Trapanese, insieme ad un certificato prodotto dal dott. Claudio Amore, medico veterinario,
presso l'Istituto Zooprofilattico per le opportune analisi i cui risultati verranno comunicati alla locale ASL che
provvedera' ad informare le autorita' competenti. Gli abitanti di Licurti sono in attesa dei risultati e si augurano
che le indagini conducano al colpevole per il quale invocano una pena esemplare. L'ultimo a soccombere a tanta
malvagita' e' stato Billy, l'unico randagio tra i tredici cani assassinati. Billy e' stata la goccia che ha fatto traboccare
il vaso dell'indignazione e della rabbia accumulata. La comunita' chiede giustizia per Billy e per tutti gli altri
animali uccisi.
Billy, il randagio di Licurti

Billy non era un semplice randagio, per gli abitanti di questo piccolo angolo tra le colline. Billy era la mascotte
del rione. Per molti lavoratori della zona era il primo sguardo amico che incontravano al mattino e l'ultimo saluto
scodinzolante al rientro notturno. Per i bambini era il compagno di giochi all'aperto, per le massaie era l'ospite
discreto ed affettuoso a cui conservare i bocconcini prelibati degli avanzi e per alcuni anziani l'amico sempre
disponibile a fare un tratto di strada insieme lungo il borgo. Billy era libero, ma aveva la sua cuccia proprio li',
nella piccola piazza del paese, accanto ad un albero. Nessuno voleva lasciarlo sotto la pioggia, né al freddo e neppure
si voleva limitare la sua liberta', trattenendolo in casa. Billy era di tutti ed era amato da tutti. Protettivo ed attento
Billy aveva le sue piccole abitudini, sapeva sempre dove andare per farsi curare, per procurarsi il cibo, che ogni
famiglia della zona si preoccupava di fargli trovare fuori dalla loro porta di casa o accanto alla sua cuccia, dono
degli amici umani. A parlarci di lui e' la diciottenne Alessia Senatore studentessa -
"Qualche mese fa Billy si rifugiò sotto il nostro portone in preda a tremori mentre dalla bocca fuoriusciva della
schiuma, insieme a mio padre ed alcuni cittadini del luogo accorsi, lo portammo d'urgenza presso l'ambulatorio del dottor
Amore, che diagnosticò un avvelenamento. Con una opportuna e repentina terapia riuscimmo a salvarlo, forse perché la
dose di veleno ingerita era minima. Con una colletta, a cui nessuno volle sottrarsi, furono pagate le sue cure.
In quell'occasione furono tanti gli abitanti di Licurti che si precipitarono di persona o per telefono presso
l'ambulatorio per chiedere notizie di Billy . Una vera ed inaspettata testimonianza di affetto collettivo. Questa volta
tutto si e' svolto in pochissimi minuti. Come allora, Billy e' venuto sotto il portone a chiederci aiuto. Una folla
annichilita dalle sofferenze gratuite del povero animale si e' raccolta e concitata cercava la salvezza del nostro
amico a quattro zampe.
Gli abbiamo persino procurato il vomito per aiutarlo... Billy ci ha lasciato e sembrava che nello sguardo dolce fino
alla fine, ci fosse insieme ad una richiesta di aiuto anche una domanda senza pretese, l'unica a cui non sappiamo
rispondere: perché?".
Billy, il randagio di Licurti, ha lasciato un gran vuoto tra la comunita' che si era fatta conquistare da un cane che
con la sua fedelta' ed affettuosa allegria scodinzolante era riuscito ad accomunare tutti, amici e rivali in un'unica
carezza. La sua cuccia vuota e' ancora li' a ricordare un amore vero e semplice, ma e' anche il simbolo di una malvagia
incivilta' umana, che rode tanto quanto la consapevolezza che ci appartiene e vive tra noi.
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Tratto dal n. 18 di VietriNotizie.it
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Aprile 2009
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A Vietri impiccano un cane salvato in extremis
Flavia Bevilacqua
L'episodio di efferata crudelta' risale a qualche settimana fa. Come ogni giorno, dopo pranzo, Giovanni Guida, pensionato
di Vietri sul Mare, scende per fare una breve passeggiata. Ad accompagnarlo, come al solito, c'e' Chicco, il cane di
famiglia a cui Giovanni e la moglie Rosaria Gisolfi sono molto affezionati. Il percorso e' quasi sempre lo stesso, tanto
che Chicco tenuto a guinzaglio, anticipa i passi del suo padrone e si dirigono entrambi verso l'imbocco della costiera,
per poi avviarsi a sinistra, lungo la strada che costeggia la locale scuola media. Giunti in fondo, dove ci sono i nuovi
giardini pubblici, il signor Guida avverte una insolita agitazione del suo cane, che sembra voglia trascinarlo verso una
precisa direzione. Cerca di tranquillizzare l'animale accarezzandolo, frattanto sente qualcosa, un rumore indistinto, poi
si rende conto che si tratta, forse, di un lamento o comunque di qualcosa di non rassicurante. Allenta il guinzaglio di
Chicco e si lascia guidare qualche metro piu' in la', dove trova un cane impiccato ad una staccionata. La povera bestiola,
poco piu' che cucciolo, era ancora viva e per non strozzarsi con il nodo scorsoio, della corda con la quale era stata
legata, con sforzi estremi, appeso, tentava di reggersi sulle due zampe posteriori, le quali a malapena toccavano il
suolo. "Era sfinito - ci racconta Giovanni Guida- ormai era questione di pochi minuti. Schiumava, era percorso
da violenti tremiti ed aveva gia' gli occhi dilatati dalla tensione e dal terrore, della morte imminente. Mi sono
precipitato a sciogliere la corda che lo reggeva ed il timore di non riuscire a salvarlo in tempo mi faceva tremare le
gambe" Nei primi attimi il cagnetto e' disorientato, ma dopo qualche massaggio al collo ed alle zampe si riprende.
Giovanni lo conduce con se' per portarlo a casa dove avrebbe provveduto a curarlo. Lungo il tragitto si ferma ad una
fontanina per farlo bere. "Mentre i cani si dissetavano, fui raggiunto da un amico a cui raccontai la brutta storia
che mi era appena capitata di vivere. In breve, dopo avermi ascoltato, mi chiese di poterlo adottare assicurandomi ogni
cura. L'hanno chiamato Fox. Ora vive in una villa ed amatissimo da tutta la famiglia. L'ho rivisto e sta benissimo.
Sono contento". I coniugi Guida hanno fatto del loro amore per queste tenere bestiole un impegno sociale,
collaborando con alcune associazioni del territorio per la protezione animale. Purtroppo, Vietri non e' estranea a tali
episodi di violenza inquietante e gratuita, gia' altre volte ci sono stati segnalati casi di maltrattamenti e cattiverie
verso queste bestioline che, in cambio di una scodella e di un po' di acqua riescono a dare un affetto incondizionato.
Qualcuno potrebbe, in modo sbrigativo, definire l'accaduto una ‘ragazzata'. A costoro vorremmo ricordare che i ragazzi
sono la testimonianza di cio' che gli adulti insegnano e sono l'espressione della comunita' in cui vivono. Se al degrado
ambientale possiamo dare una giustificazione politica, al degrado morale, che si evince da tali fatti, si puo' dare
un'unica chiara spiegazione: becera incivilta'.
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